I private equity pagano di più le aziende italiane

Date May 22 2019
Source Milano Finanza

Aumentano le dimensioni delle aziende italiane target dei fondi di private equity e contemporaneamente aumentano anche i prezzi. Lo ha calcolato l’Osservatorio Private Equity Monitor dell’Università Liuc di Castellanza, che ieri ha presentato i risultati del suo Rapporto 2018, supportato da EOS Investment Management, EY, Fondo Italiano di Investimento sgr, McDermott Will & Emery e Value Italy sgr. Dal rapporto, presentato dal presidente dell’Osservatorio Anna Gervasoni e dal coordinatore Francesco Bollazzi, emerge che i ricavi mediani delle aziende target di investimento l’anno scorso sono saliti a 44,5 milioni di euro, dai 41,7 milioni del 2017 e dai 39,8 milioni del 2016. Contemporaneamente anche il multiplo di valutazione sull’ebitda è salito a una mediana di 10,1 volte (dalle 9,2 volte del 2017 e dalle 7,9 volte del 2016), con punte più alte per i buyout (10,4 volte) e livelli più bassi per le operazioni. Di minoranza (9,3 volte). Il mix delle due situazioni ha portato quindi l’enterprise value mediano a suavolta a salire a 95 milioni di euro nel 2018, dai 90,1 milioni del 2017 e dagli 81,5 milioni del 2016. Il tempo medio di investimento deifondi nel capitale delle aziende target si è mantenutoa 4 anni e 8 mesi, sostanzialmentein linea con il 2017 e più brevedei 5 anni registrati nel 2016. Quanto ai livelli di attività il 2018 è stato un anno molto effervescente. Nel quarto trimestre 2018 ha toccato infatti il massimo storico il Pem index, che misura il numero degli investimenti rispetto al numero di investimenti condotti nel primo trimestre del 2000, considerato come base 100. L’indice è infatti arrivato a quota 458 e per tutto l’anno si è mantenuto sopra quota 300 punti, a fronte di un totale di 175 operazioni di private equity mappate, il massimo mai registrato da quando esiste l’Osservatorio Pem. Il massimo precedente era stato segnato nel 2008 con 127 operazioni. Il primo trimestre di quest’anno l’indice Pem è invece sceso a 317 puntia fronte di 38 operazioni mappate. Da segnalare infine che il 52% degli investimenti del 2018 è stato condotto da operatori internazionali. (riproduzione riservata)

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