Eos Im : in Italia sulle rinnovabili serve un cambio di passo

Date September 22 2021
Source Investiremag.it

Finanza sostenibile
Il cofondatore Mongillo: sarebbe importante promuovere un’iniziativa a livello nazionale di pianificazione e puntuale identificazione delle aree e delle caratteristiche per l’istallazione di nuova capacità fotovoltaica ed eolica di concerto univoco tra Stato, Regioni ed enti locali.
Un operatore finanziario specializzato nel settore delle rinnovabili anche in Italia che opera da Londra. È Eos Investment Management ( Eos Im ), società inglese di gestione fondi di investimento autorizzata dalla FCA (Financial Conduct Authority), che gestisce prevalentemente fondi alternativi di diritto lussemburghese attivi nei settori Energia, Infrastrutture, Private Equity e un fondo di fondi, focalizzando i propri
investimenti in Europa con una particolare attenzione al mercato italiano. Ogni fondo ha un team di investimento dedicato all’implementazione della propria specifica strategia. Il Gruppo, tra l’altro, è anche un protagonista del private equity con Eos Private Equity, ma l’interesse oggi è sull’energia con numerosi progetti avviati in Italia e altri a venire. Efesto Energy 1 è il primo fondo di Eos Im che investe nel settore delle energie rinnovabili, attualmente in cessione al mercato. Ha un enterprise value di 250 milioni di euro, 57 impianti (fotovoltaico ed eolico) per 65 MW di potenza. Il fondo è attivo in infrastrutture energetiche della green economy e realizza progetti di efficienza energetica per circa 30 milioni di euro. Tra questi anche l’ammodernamento ed efficientamento energetico di 9 punti vendita di Conad del Tirreno: sistemi di illuminazione e climatizzazione, manutenzione della catena del freddo e gestione dell’energia, per un risparmio stimato del 50% dei costi. Un altro fiore all’occhiello e un progetto nel Lazio con Capital Dynamics.
Investiremag ha fatto il punto sul settore delle rinnovabili in Italia e sulle reali prospettive del comparto con Natalino Mongillo , Partner & Co-Founder di Eos Investment Management .

Eos Im e Capital Dynamics hanno avviato lo scorso dicembre tre impianti fotovoltaici nel Lazio senza incentivi pubblici: a che punto sono i progetti?

Abbiamo previsto una capacità installata di 87MW e siamo in fase avanzata di costruzione, in linea con il programma lavori originario. Stiamo eseguendo la costruzione delle strutture, a breve inizieremo ad avviare l’istallazione dei pannelli fotovoltaici di ultima generazione, mentre la messa in esercizio degli impianti è prevista entro il IQ 2022. È il nostro team tecnico che si occupa del coordinamento e supervisione, mentre la costruzione è affidata a primari player nazionali che, a loro volta, si avvalgono di professionalità su base locale ogni volta sia possibile.

Avete in programma altri investimenti nel breve?

Abbiamo sviluppato una pipeline progettuale piuttosto corposa che continuiamo ad alimentare. È distribuita su tutto il territorio nazionale, con alcuni progetti prossimi all’autorizzazione, altri in corso di autorizzazione per cui ci aspettiamo importanti sviluppi nel corso dei prossimi 6 mesi. Ovviamente molto dipende dagli iter amministrativi.

Quale è il trend di sviluppo delle rinnovabili in Italia? E quali fattori limitano gli investimenti nella transizione ecologica?

L’Italia è senza dubbio, per posizione geografica, irraggiamento solare e grado di maturazione del mercato, tra i paesi più interessanti dove investire nelle rinnovabili. Lo dimostrano i quasi 22GW di potenza fotovoltaica installata tra il 2006 ed il 2020.
Investitori come noi ripongono grande fiducia e grandi aspettative nel sistema Paese: siamo convinti che l’Italia resterà, negli anni a venire, protagonista del processo di transizione energetica. Ciò premesso, però, dobbiamo ammettere che l’urgenza della transizione energetica richiederebbe un cambio di passo negli iter autorizzativi, sia a livello di processo che di tempistiche. Nell’ordinamento italiano le competenze energetiche sono definite “concorrenti”. Il rilascio delle autorizzazioni a costruire e gestire impianti di energia da fonti rinnovabili, per esempio, viene assunto a livello di Conferenze di servizi dove concorrono l’amministrazione centrale, attraverso rappresentanze di diversi ministeri, le amministrazioni locali, tra cui Regioni e Province.
Un sistema di governance che spesso entra in contraddizione sé stesso

Ci fa un esempio?

La conseguenza più immediata di questa concorrenza di poteri a diversi livelli è che mentre l’amministrazione centrale, su impulso del Parlamento e del Governo, dà indirizzi legislativi generali, a livello regionale e talvolta provinciale, le amministrazioni più sensibili ad istanze “localistiche” intervengono con atti che possono andare in senso diverso o opposto. Questo provoca corto-circuiti normativi che spesso finiscono per
penalizzare gli operatori del settore, dilatando i tempi in modo abnorme e creando difformità a livello nazionale difficili da interpretare per un investitore internazionale.

Rimanete fiduciosi che l’Italia saprà trovare il modo per valorizzare in termini di investimenti, semplificando gli aspetti burocratici, il grande interesse che la finanza sta mostrando verso le energie rinnovabili?

Crediamo meritevoli gli sforzi che l’attuale Governo sta promuovendo per accelerare la transizione energetica grazie al contributo delle rinnovabili e sicuramente il cd. “Decreto Semplificazioni” vada nella giusta direzione. I tempi delle procedure autorizzative sono
stati abbreviati e resi realmente perentori e, per i progetti superiori a 20MW, che sono quelli preferibili per investitori come noi, ha previsto che la Procedura di Impatto Ambientale si svolga a livello centrale, presso il Ministero della Transizione Energetica, e non più regionale, in modo da evitare disomogeneità di trattamento tra progetti ed iniziative presentati nelle diverse regioni italiane.

Cosa considererebbe utile oggi per favorire investimenti in Italia sulle rinnovabili che si concilino con la transizione ecologica? Ha suggerimenti?

Crediamo sia importante promuovere un’iniziativa a livello nazionale di pianificazione e puntuale identificazione delle aree e delle caratteristiche per l’istallazione di nuova capacità fotovoltaica ed eolica di concerto univoco tra Stato, Regioni ed enti locali.
Questo eliminerebbe ogni incertezza nelle procedure autorizzative, un bene per tutti gli operatori economici e per la collettività. Inoltre, crediamo fondamentale promuovere uno sforzo di informazione e comunicazione diffusa sull’urgenza della transizione energetica.
La produzione di energia contribuisce ancora per oltre l’80% delle emissioni di CO2 (fonte ISPRA) e spesso prevale ancora l’idea che basterebbe installare fotovoltaico sui tetti delle case e dei capannoni industriali per raggiungere gli obiettivi della Neutralità Climatica. Purtroppo, questo non è possibile: seppure venissero istallati pannelli
fotovoltaici su tutti i tetti d’Italia non si riuscirebbe a coprire neanche un terzo del fabbisogno energetico nazionale. I grandi impianti rinnovabili sono essenziali per una transizione ecologica effettiva, insieme ad ogni altra misura di efficientamento energetico e di incentivazione a livello residenziale.

Eos Im è operativa anche con una divisione di private equity. In Italia il primo semestre è stato molto positivo. Qual è il suo punto di vista, lo considera un trend che si confermerà anche nei prossimi mesi?

A quasi un anno e mezzo dall’emergere della pandemia, gli investimenti in economia reale hanno dimostrato tutta la loro resilienza. Alcuni segmenti del private equity hanno sofferto maggiormente degli effetti della crisi sanitaria, causa diverso effetto delle restrizioni, ma complessivamente hanno retto l’urto, anche grazie al contributo manageriale e finanziario dei gestori. Quello che stiamo osservando è, per molti settori, una “V-shaped recovery” trainata da una marcata ripresa della produzione industriale,
consumi in netta accelerazione, abbondante liquidità sui mercati del capitali e canali del credito pienamente funzionanti: tutto va nella direzione di un 2021 di grande fermento per il mercato del Private Equity che, dunque, vediamo confermato anche nei prossimi mesi. Anche Eos Im conta di poter dare un contribuito a queste statistiche nel secondo semestre.

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